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Il progetto di bonifica


L'ACCORDO CON ENI

Nell’agosto 2008 il Comune ha stipulato un contratto con Eni S.p.A. per il trasferimento delle proprietÓ e delle concessioni minerarie attive nell’ex sito estrattivo.

Negli anni precedenti si erano conclusi i lavori di messa in sicurezza del sottosuolo: ad oggi nessuna galleria Ŕ ispezionabile.

E’ stata trasferita la titolaritÓ della bonifica delle aree interessate dalla pregressa attivitÓ mineraria che interessa una superficie di circa 65 ha e circa 90 tra edifici di valore architettonico-museale e strutture di servizio.


IL PROGETTO DI BONIFICA

Nei mesi successivi al contratto con Eni Ŕ stata svolta una “rilettura” del progetto con lo scopo di proporre delle linee guida per l’eventuale implementazione e supportare le previsioni urbanistiche del Piano Strutturale in corso di adozione.

La progettazione Eni era stata redatta dopo l’esecuzione di numerose campagne d’indagine i cui risultati, ora, sono stati in buona parte informatizzati su piattaforma Gis.

In particolare si tratta di:

  • analisi chimiche dei suoli ( valori di concentrazione di Hg ed As (mg/Kg) relativi a 118 punti della campagna 1995, e test di cessione in CO2 relativi a 96 punti della campagna 1998)
  • analisi dei terreni in carote ( stratigrafie e i risultati dei test di cessione di Hg in CO2 (mg/l) relativi a 120 sondaggi, eseguiti tra il 1995 ed il 2008)


LIMITE DI BONIFICA

La sovrapposizione del limite di proprietÓ Eni, con l’ubicazione delle aree d’intervento e dei punti di monitoraggio, ha permesso di individuare una serie di terreni privi di indicazioni di contaminazione da mercurio (ai sensi della norma ad hoc della Regione Toscana), privi di interventi di bonifica (sia su edifici che su matrici ambientali) ed infine privi di punti di monitoraggio post-operam.

Questi terreni hanno una superficie di circa 190.000 mq, pari al 37,70% dell’area di proprietÓ.

Perci˛ l’area di bonifica, al netto di questi, risulta pari a 321.237 mq.


SUDDIVISIONE IN LOTTI OMOGENEI

Gli interventi sono suddivisi in tre categorie:

  • sugli edifici e strutture (circa 90);
  • rimodellamento e ripristino ambientaleá (discarica “Le Lame”);
  • bonifica dell’area dei forni, costruzione di un canale di drenaggio interrato e del sito di messa in sicurezza definitivo (una discarica per rifiuti pericolosi).

Sovrapponendo la distribuzione delle previsioni progettuali con quella della contaminazione e con il piano di monitoraggio post-operam, sono stati individuati “lotti”, senza interferenze tra di loro, omogenei per tipologia di opere e di inquinamento.
Ciascun “lotto”, previo i dovuti atti di approvazione, potrÓ procedere secondo progettazione e lavori separati, quindi secondo un’esecutivitÓ, un collaudo ed un monitoraggio post-operam distinti, in modo da giungere alla certificazione finale di avvenuta bonifica in modo autonomo.

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